Divinazione
L'essere umano,
oltreché appartenere alle Forme, fa parte di un ecosistema
spirituale. E', per questo, ponte tra il materiale ed il
divino.
In qualità di
"pontefice", può attingere a realtà – dentro e fuori di se’ -
ad esso superiori che possono spaziare orizzonti temporali
sempre più ampi. Ove ciò avviene ecco la "mantica", comunicata
sincronicamente attraverso un'appropriata simbologia: tarocchi,
sfera di cristallo, sette sassi e così via.
Se la preparazione
dell'individuo attinge a momenti iniziatici di livelli a mano a
mano superiori ecco che, utilizzando appositi rituali, egli può
elevarsi a sfere divine e, quindi, entrare nell'ambito della
"divinazione". La responsabilità di accedere a
questi livelli è grandissima e comporta la massima prudenza
nell'operare.
Indipendentemente da
quanto sopra, l’ispirazione può manifestarsi direttamente,
senza necessità di essere evocata. Questo può avvenire sia in
sogno, sia attraverso particolari stati di coscienza: visioni,
momenti di "trance" lucida o, più semplicemente, con apporti
sincronici.
Occorre anche ricordare
che, possedendo l'uomo, all'interno del suo cuore, quella
famosa "stanza" che, secondo l'antropogenesi egizia "tutto
contiene", esistono individui Iniziati, particolarmente
sensibili, tali da poter direttamente interpretare segni ed
individuare risposte a domande relative al futuro. Questo è
fattibile in virtù del principio per cui ogni forma,
nell'universo, è unita e correlata a tutte le altre, così come
ad ogni evento possibile: intuendo il criterio sincronico di
queste sottili relazioni è possibile leggere, attraverso un
evento vicino a noi, eventi a noi lontani nel tempo o nello
spazio.
Un classico esempio,
che si adotta per rendere l'idea del funzionamento delle
mantiche, riconduce all'uso dei sensi ed alla prospettiva dalla
quale, proporzionalmente alla Conoscenza, si osserva la
realtà.
Passeggiando per
strada, non possiamo conoscere ciò che avviene dietro l'angolo:
se passa un auto, oppure se incontreremo un conoscente o se sta
cadendo una tegola da un tetto. Però se noi avessimo la
possibilità di elevare il nostro punto di osservazione
potremmo ottenere molte più informazioni: se salissimo su di un
tetto oppure, ancora di più, su di un campanile, allora avremmo
una visuale molto più completa di ciò che
accade.
Questa "visione
globale" o "visione dall'alto" è quella che si ottiene scalando
fino alla cima della Montagna dell'Iniziato, dalla quale tutto
si vede.
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