3. Come facciamo a determinare la nostra realtà? In che senso lo facciamo?

 

Le leggi che governano la realtà in senso più generale, più ampio, incontrando i nostri sensi, andranno a stabilire quello che è un piano di esistenza.

 

Cambiando i sensi, cambierà il palcoscenico nel quale ci troviamo a vivere. Quindi, cambiando l’ampiezza e la complessità dell’elaborazione dei dati che i sensi ci portano, la realtà cambierà sensibilmente.

 

Noi non viviamo nella realtà in senso assoluto, viviamo in una sorta di convenzione. Stabilita, da una parte, attraverso la nostra percezione, dall’altra, dalle possibilità di manifestazione della realtà che, incontrando questo tipo di percezione, la assecondano creando una convenzione. Sarebbe illusorio credere che questa sia la realtà.

 

Ecco perché, se la si confondesse con la realtà in senso assoluto, sarebbe una grande illusione, cadremmo nel Maya, cadremmo nell’illusione di credere che questa possa essere l’unica realtà o la realtà finale, l’ultima realtà: no, non è così.

 

Quindi, in questo caso, abbiamo un rapporto preciso tra i sensi e il piano di esistenza che andiamo ad abitare. In base a quanto affermato, possono esserci tantissime possibilità di espressione della realtà. La realtà è pronta ad assecondare le percezioni, i sensi, la struttura, con le quali le specie, vivendola, vanno a determinare il loro livello di realtà, il loro piano di esistenza e di direzione temporale.

 

E tutte queste possibilità coesistono.

 

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