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L’allievo che ha dato tutto (alla pseudo-causa) è legato ad un tessuto di abitudini, di fissazioni culturali, di citazioni e “tabù” pienamente in accordo con le dottrine di tutte le epoche già seguite al momento delle precedenti incarnazioni.

In questo tipo di procedimento si riverserà nel ricercatore un sapere non trascurabile in un tempo relativamente breve; tuttavia, se egli non sta in guardia rischia di tessere nel suo microcosmo un reticolo di linee di forza a senso unico, nutrito dalla rimozione continua della sua reale natura: un guscio psichico che si somatizzerà inevitabilmente in una sotterranea fossilizzazione.

L’essere rimane disgiunto dalla sua responsabilità karmica, conscio e inconscio sono divisi, Re e Regina sono separati.

Uno gnostico utilizza inevitabilmente certe strutture, ma sarà interiormente portato a disfarsene in una maniera o in un’altra al momento giusto; con delle crisi esistenziali o non, perché dire strutture significa potere e uomini di potere. E tutto questo è incompatibile con l’Amore, con la Gnosi, Una e Indivisibile.

Soltanto l’esperienza permetterà al ricercatore di capire e constatare che, nella sua fornace interiore, più egli assumerà la sua individualità, più servirà da parafulmine alle tensioni latenti del gruppo al quale è legato. Così preparato il candidato diventa allievo di una struttura interiore in continuo rinnovamento, avvicinandosi sempre più ad una vera comunità di Anime viventi legata alla Legge d’Amore. Egli accetta i diversi cambiamenti di attività, la manifestazione delle parvenze superficiali, grazie alla prima armonia testa-cuore, armonia della ragione e del sentimento che pone i due lobi ipofisari in equilibrio.

Fondamentalmente egli lascia il settuplo fanfarone satanico per la Porta di Saturno, ed entra nei Sette Misteri della rinascita e della redenzione.

Sulla base del veicolo settuplo mortale, messo a sua disposizione da Dio, gli viene insegnato che deve e può ritrovare l’essenziale in tutte le cose, la Quintessenza.

In seguito farà crescere e fiorire questa Quintessenza attraverso la settuplicità delle esperienze, fino alla liberazione.

Al Samekh

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