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L’insegnamento gnostico descrive l’uomo autentico, l’uomo nella sua interezza, come un settuplo microcosmo originale e immortale di forma sferica, che circonda e penetra la settupla manifestazione sopra descritta, che è effimera.

Dalla moltiplicazione di questa settuplicità, nascono 49 combinazioni che generano 49 tipi di uomini, 49 reazioni di fronte all’origine di tutte le cose, la Quintessenza.

Una via d’uscita da questo turbinìo infernale ci è offerta ad ogni incarnazione, perché un 49° comune, un distruttore di eggregori e di dogmi è offerto all’antico microcosmo incatenato.

Soltanto il 49°, sin dall’inizio della sua incarnazione in questo mondo, ha accesso al 13° Eone, a colui che impedisce di girare in tondo, a Cristo, a colui che, al tavolo dell’ultima cena, porta sfortuna ai dodici perché in lui muoiono le dodici sfaccettature del vecchio ego duro come pietra, consentendo di entrare nella nuova Gerusalemme, la città dalle dodici porte.

Il punto di contatto tra la settuplicità del microcosmo e la settuplicità inferiore decaduta è l’Atomo Originale del cuore, la Rosa che deve fiorire sulla croce della personalità. Al posto di questo alto valore immortale noi vediamo adesso fiorire tutt’altra cosa.

Al fine di operare una giusta rivivificazione della forza originale che l’uomo-io mortale sente in primo luogo come una non-forza, come una enorme assenza, come un nulla sconcertante, il cercatore di Luce è invitato a riconoscere la condizione deteriorata e profondamente confusa di un microcosmo, di un piccolo mondo, che si trascina dietro dalla notte dei tempi nel ciclo delle reincarnazioni: un settuplo ego, duro come pietra e che ha assunto una posizione da dominatore. A questo proposito molti parlano di evoluzione grazie alle incarnazioni successive, dimostrando così che le loro filosofie sono uscite dagli strati dell’aldilà, dai mondi sottili  nei quali non esiste alcun valore divino istantaneo e liberatore; essi contano sul Tempo e sullo Spazio per raggiungere la perfezione: ma se tale è il cammino, questa perfezione non può superare il quadro dei loro sforzi e dei loro templi.

Si può osservare che, con il tempo e le reincarnazioni in seno a diverse culture, in diversi luoghi della Terra, questi essere diventano dei bulimici insaziabili di conoscenza e di potere. Diventano dei “maestri”, delle “guide”, degli “anziani” e dirigono gruppi più o meno grandi al fine di iniettare agli ignoranti le energie vitali per mantenere e aumentare il proprio esiguo capitale.

Quando un ricercatore accetta di essere un uomo del deserto, un Giovanni, un precursore, allora tutte le tensioni karmiche del passato possono crescere liberamente in lui, nella sua vita esistenziale presente e, come una presa di terra di elettricità, gli è consentito di disinnescare tutte le tensioni, tutte le correnti residue del suo karma, del suo dogma inconscio.

Quando un ricercatore accetta tutto ciò liberandosi da ogni autorità, vede che egli non è gran cosa; che ha molteplici legami con l’umanità decaduta, della quale lui stesso è un prodotto. Egli è il resto dell’umanità!

L’uomo in incarnazione possiede nel suo cuore il libero arbitrio che difetta a tutte le entità disincarnate senza eccezione; anche gli stessi angeli non sono così tanto vicini a Dio rispetto all’uomo circondato dalla ganga.

Tutti i cammini iniziatici del passato hanno più che preparato l’anima umana affinché oggi essa non disperda più il suo Sale, il suo Nulla, il suo Io Sono, negli antichi solchi delle credenze anteriori, vecchie ferite a malapena richiuse.

Gli Dei di ieri non sono altro che i demoni di oggi, gli Dei di oggi saranno a loro volta i demoni di domani.

In queste condizioni, sempre identiche a se stesse, l’uomo in incarnazione illuminata deve lasciare gli Dei e i loro metodi sfilargli di fronte senza fare Nulla. La sua vita di ogni istante diventa così la sua preghiera e la sua guarigione; egli non accumula più, ma assimila.

E’ questo il senso fondamentale della iniziazione attuale. Il Dio degli Dei, una volta riconosciuto, completerà l’Opera.

L’insegnamento gnostico descrive come unità di accoglienza in sè l’armonizzazione dei due lobi dell’Ipofisi (ghiandola endocrina situata dietro l’osso frontale). Il lobo anteriore(mentale) è particolarmente preposto alle attività del santuario della testa, il lobo posteriore (mistico) a quelle del santuario del cuore. L’uno è maschile l’altro femminile.

Vivere il proprio stato senza proiettare nessun’altra cosa di ciò che noi siamo, permette all’Ipofisi – vero direttore d’orchestra endocrino – di irradiare l’armonia dei suoi due lobi riconciliati.


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