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Il
ricercatore deve sentire, nel più profondo del suo cuore e della
sua testa, che non è obbligato a contorcersi nel giaciglio dei
dolori, nei fuochi capovolti del suo guscio sotterraneo; il cammino
della tenerezza divina non è necessariamente un cammino di
sofferenze, ma può rivelarsi lieto e sorprendentemente
dolce.
Amico, togli la tua immagine dagli occhi. L’ostacolo che ti
impedisce di progredire è il tuo io, l’immagine, la
veste.
L’intento dell’io è che esso non ne ha alcuno; poiché si
immerge in sé, incàrnati dove esso ti mette: la sua immagine si
offuscherà e scomparirà, insieme a lui. Senza che tu debba lottare,
ti restituirà la Perla frontale di Smeraldo che ti aveva rubato al
momento della tua discesa mancata nella terra
nera. Questa discesa inizialmente sacra, fu rallentata dai mille
Dei dell’Ade, dai mille signori dell’aldilà al servizio del rapace
supremo che è oggi ancora il tuo io, il tuo Dio.
Sappiamo ora con sicurezza che quando l’Uomo unico e immortale
si è spogliato della sua pesante materia nella speranza di
diventare simile a Dio, anzi superarlo in grandezza, questi signori
non lo hanno mai abbandonato. Come una veste tessuta attorno alla
sua anima-focolare, è nata una vita prossima all’immortalità, che
ha ordinato e animato questi escrementi di Uomo
celeste.
Su
questi polloni, frettolosamente giudicati di scarso valore, Satana
si è formato per ricordare a questo Uomo originale che tutto, alto
e basso, Dio e Mammona, ritorna in pieno diritto al suo creatore:
lui stesso, l’Uomo primo.
Quando questi due bugiardi, Dio e il Diavolo, possono esser
ricondotti alla Sorgente Viva di ogni Vita, si opera una
dissoluzione naturalmente ritmata, che rende questo uomo, che egli
lo voglia o no, biologicamente responsabile della creazione al di
là dello stesso Dio; mentre questi appare troppo implicato nella
sfortuna dell’Uomo.
In
questa condizione, basta tutt’ al più un istante di attenzione
perché Dio, e di conseguenza Satana, non abbia più
credito.
Se, con gli occhi della Sfinge aperti dal Sole d’Oriente, tu
discendi nella tua miniera, Hermes ti suggellerà una nuova
nascita.
“
A cosa può servire la tua conoscenza, se non ti porta a combattere?
A niente. E’ esattamente come se qualcuno conoscesse l’esistenza di
un grande tesoro, e non andasse a cercarlo; e che pur sapendo il
modo di prenderlo, egli morisse di fame nella sua conoscenza”
(Jacob Bohme, L’Aurore Naissante).
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