La Luce nell'Ombra

di Brando Impallomeni

I testi che scrivo sono ispirati dalla meditazione profonda che è la vita, maestra di grandi verità. Per questo tengo a sottolineare che ogni lettore potrà scorgere nella lettura una sua verità, o più verità, oppure nessuna, infatti nessuno è uguale anche se tutto è connesso, tutti sono diversi. L’invito è sempre quello di meditare, sempre più in profondità, anche se non servono manuali di meditazione, niente di vero è forzato, è vero ciò che è armonioso, naturale, spontaneo, ritrovato. Spero che le mie intuizioni possano tornare utili anche ad altri lettori che come me cercano di abbattere ogni dubbio, paura, ed ogni cosa negativa che si autoriproduce con il cattivo utilizzo di un pensiero non addestrato, derubandoci della Forza vitale. Cerchiamo Sopravvivenza, bandiamo ogni forma di autodistruzione, se siamo qui ci sarà un motivo... ed è in questo che credo, allora che aspettiamo? Non stiamo con le mani in mano… siamo i responsabili di tutto. Modelliamo la distruzione trasmutandola in creatività…   

Troviamo conforto nel lato oscuro, il lato oscuro è un mezzo per il fine, non va perciò forzatamente demonizzato. Scendiamo giù nell’oscurità, non ricordiamo forse quanto ci è amica?

Purtroppo ci sono cose che capiamo spesso dopo che sono accadute, ma possiamo sforzarci di conoscere e comprendere, al fine di liberarsi dal velo dell’ignoranza, perchè è proprio non conoscere le cose che non ci permette di vederle, l’invito qui è quello di arrivare preparati al momento giusto.

Ci sono certe cose che nella vita fanno male, per questo soffriamo, perché abbiamo dato troppa importanza ad un falso io, ad una falsa vita, abbiamo fatto il gioco dell’illusione. Per questo noi siamo ospiti, siamo qui perché questa esperienza terrena può insegnarci, ma il resto non ci appartiene, mi piace pensare al nostro corpo fisico come fosse una veste magica che ci rende visibili … così si può dire che siamo visibili ed invisibili, siamo qui e ora ed oltre…

Siamo sempre stati soli nella folla, la vita è già quel maestro o tutor necessario, affidatoci per natura, che ci indica la nostra personale orbita, seguiamo il flusso adattandoci all’altro, ogni conflitto sarà spazzato via una volta distrutta ogni importanza o dipendenza dall’Altro. Penso francamente che ogni tanto sia bene essere un po’ egoisti, perché in certi momenti la nostra vita vuole insegnarci qualcosa, e per ascoltare questo qualcosa non dobbiamo deconcentrarci alla caccia di Altro fuori dal Sè, essere vittima dei sentimenti ed eccessive emozioni, del dover essere qualcosa che non siamo perché ci è stato insegnato che così è bene, facendoci depredare le nostre energie fisiche, mentale o spirituali; dobbiamo  invece tornare in noi, rientrare dentro… questa è la promessa del viandante…

Penso che solo chi veramente abbia compreso la sofferenza, dettata da una ricerca forzata di una felicità che non c’è, intesa in quel senso, possa intraprendere un vero percorso endoterico ...

Possiamo continuare a proiettare mentalmente, ma anche quello è un serpente che si mangia la coda, se un fine non è stabilito; di possibilità ne esistono tante, il trucco sta nel trovare le tue, fare pulizia, mettere in ordine il caos, la via è unica, è la tua e di nessun altro, come è unica la tua fisionomia.

Proprio perché il cambiamento è importante per noi viandanti del deserto, dobbiamo fare attenzione a non cristallizzarci, la via non è stagnazione dove i numerosi batraci gracidano cori mortali, per questo scienza e religione non hanno mai accettato il pensiero Esoterico, privo com’è di inutili dogmi, il quale non cerca opinioni fallaci e chiacchiere da salottini, ma mira dritto alla verità, alle piccole cose, alle cose nascoste, celate e invisibili ai nostri occhi fisici, è la strada di chi vuole conoscere se stesso, la verità che si cela dietro i paradossi, né prima né dopo, ora!

E’ sempre bene ricordare l’importanza nel decostruire tutti questi condizionamenti, sociali o familiari, non siamo macchine, o almeno siamo ancora in tempo per non diventarlo interamente.

Un vero viandante del deserto, deve iniziare a porsi delle domande senza risposta, nel senso comunemente inteso, ma arriveranno delle risposte che non sono risposte dopo lunghe meditazioni, perverrà così l’intuizione, una folgorazione mistica, falla tua! Devi assorbire la conoscenza per poter comprendere, essere verità. Fuggi dal voler dimostrare agli altri, non ci riuscirai mai, solo se ti è concesso, in tal caso in quel momento non saprai neanche che lo stai facendo, è un gioco karmico al di là delle tue possibilità di comprensione, almeno adesso, attieniti a ciò che sei; è rischioso credersi Dei, la via del solitario ha questi rischi. Medita sulla via tarotica se può esserti di aiuto, lo specchio delle anime e dell’Anima.

Una volta comprese certe Leggi, si vuole insegnare agli altri, ma ciò è errato, nessuno vuole ascoltare la tua verità, devi tenerla solo per te,  questa è una buona regola per non dare di matto, ma talvolta la via diretta è pur sempre utile al fine di comprendere la leggera ma importante distinzione tra follia e genio. Parlo di questo poiché io stesso incappai nel difetto di essere ansioso di dimostrare, talvolta anche stanco del chiacchierio della massa omologante, dal sentito dire alle tante vulgate, ecc.

Cosa fare in quel caso? Ti manca l’aria... esplodi, il Daimon torna a parlare per te, e tu non riesci a controllarlo… perché tutti dentro di noi sappiamo che c’è qualcosa che non va…

Ecco un primo terreno fertile sul quale ciascuno può iniziare ad estirpare le erbacce e seminare ciò che saranno i frutti del suo operato.

Per sfuggire a questi stati dobbiamo indagare, sottolineo nuovamente, sinceramente…

Il lavoro spirituale di autorealizzazione si concentra esclusivamente su se stessi, l’altro sarà sempre una conseguenza del lavoro che abbiamo fatto, sii verità... Ecco perché è bene adattarsi al resto se vogliamo stare dentro e non cortocircuitarsi, le vie sono tante e poche allo stesso tempo, se sentiamo che ciò non è importante e abbiamo bisogno di stare soli, stiamo soli, non c’è nessuno problema, il problema è quando le cose non le facciamo noi ma una falsa maschera di noi stessi che possiamo chiamare Ego. E’ molto facile, soprattutto all’inizio, cadere in questa falsità, per questo ogni percorso genuino è sempre dettato da un principio di partenza che è onestà, prima di tutto verso se stessi, perché se non ci rispettiamo sarà impossibile rispettare gli altri, una volta conosciuto il falso applichiamo l’antica arte alchemica e lo trasmutiamo in vero. Quindi se io so per certo, senza pregiudizio, che parlare di questo mio pensiero ad una certa persona non porterà a niente di utile per me, se non una stupida guerra fatta di provocazioni, lotta per prevaricare, incomprensioni dettate da ottusità, dovrò essere sobrio per non cedere a quest’oscillazione deleteria, che non porterà da nessuna parte, così in tanti altri casi, una volta conosciute ed integrate le polarità conquistiamo la libertà di scelta, e non siamo più in preda dei cosiddetti stati indesiderati e aspetti incontrollati di noi stessi. Del resto non volendo fare del proselitismo, sono libero in questo contesto di dire la mia, e ognuno è libero di dire la sua, ecco che si ritorna al discorso di prima, liberiamoci da tutte queste ansie, dal voler dimostrare, dalla ricerca di un posto un prima fila e i mezzi di prevaricazione per ottenerlo, lasciamo perdere tutta questa immondizia, se hai capito hai le carte in tavola per poter cambiare e oltrepassare una porta, se la vedi non esitare, vai avanti. Ovvio che sarebbe sempre meglio evitare un litigio, chi non la pensa così ha qualche problema da risolvere, e in tal caso sconsiglio vivamente la via magica; anche se ammettiamo che alcune volte accade l’inevitabile, ciò potrebbe, in rari casi,  rappresentare una lezione karmica di cui avevamo bisogno, giunta al momento giusto, per farci comprendere ciò che in quel momento non riusciamo a comprendere in quanto mente, ma che è pane per il nostro percorso di coscienza.


“Vidi che non appena divenni meno ansioso di dire a tutti gli altri ciò che a mio parere dovevano fare mi guadagnai molti sinceri e devoti amici, che da allora non mi hanno mai abbandonato, se non a causa di quel mutamento chiamato morte” (“la cabala della bestia trionfante” – F.Achad p.177).


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