Possiamo Scegliere

di Brando Impallomeni


Lungo il mio percorso ho sempre cercato qualcuno, forse un Maestro, che mi dicesse certe cose, non sapevo cosa, adesso lo so, e quel qualcuno che cercavo non era poi così tanto lontano, è qui, sono io.

Cos’è che volevo dirmi e di conseguenza dire? Che iniziare significa risalire, una volta che hai bandito il pensiero negativo lo hai fatto, sai che devi continuare a farlo al fine che questo non si ripresenti controllando e nutrendosi delle mie energie vitali, psichiche e sottili.

Attraverso certi accorgimenti costanti e ripetuti, possiamo raffinare la nostre facoltà assopite, come la nostra vista, e vedere quindi con una maggior chiarezza, là dove prima potevamo solo fantasticare.

Iniziare a porre attenzione alle piccole cose è la giusta strada per capire Altre cose, quelle tanto ignorate che ci vengono erroneamente bandite al nascere, negandoci il bello, se non oserei dire, lo scopo di questa vita. Basti pensare a quando veniamo abituati a razionalizzare un sogno, o incubo, dicendo: “era solo un sogno”. Si è persa l’importanza del sogno lucido, ed infatti sono sicuro che a molte persone potrebbe risultare illeggibile questo mio scritto, se pur volutamente scritto per un più libero e vasto accesso in materia. Ebbene, ai tanti potranno sembrare divagazioni di un folle, ma questo non mi importa, piuttosto ho usato questo esempio per far capire al lettore volenteroso, che la magia funziona così, infatti se hai avuto un esperienza, sai che per te è reale, ma chi non ha avuto un’esperienza simile, penserà molto probabilmente che stai dando di matto. Chi ricerca cose nascoste sente assolutamente l’esigenza di andare contro corrente, è l’unico modo per scoprire cosa si cela nell’altra faccia della medaglia, la conoscenza che una volta compresa ci può far accedere ad una realtà più ampia. Per questo bisogna avere pazienza, forza di volontà, determinazione, bisogna amare profondamente la vita, perché sennò ai primi intoppi ci fermiamo, invece la via è una via continuativa, mi piace definirla come la via dell’osservatore attento.

E’ sempre il cercare all’esterno che ci frega, ci fa credere ciò che vero non è, la strada per la pazzia e la morte, una strada senza uscita. Il compito di questa agonia, di questo limbo,  è renderci  individui responsabili, e a contare solo sulle proprie forze.

Le finalità possono essere infinite, ma tengo a sottolineare qui, che è importante la qualità e non tanto la quantità, con cui svolgiamo il processo per giungere a quel determinato fine che ci siamo prefissati.

Così sarà utile svegliarci presto per fare qualcosa che veramente vogliamo, solo allora la cosa avrà un senso, e se questa cosa non c’è va creata. In quello stato in cui la volontà inferiore cerca qualsiasi scusa per dormire, ecco che deve subentrare la volontà superire prefissata, dobbiamo sapere cosa vogliamo.

Il punto è questo, chi sa, sa bene che, pur negando persino l’esistenza del tempo, c’è poco tempo per le storie, per i se, per i ma, avrei potuto fare, forse era meglio che, per restare sostanzialmente inchiodati al sonno mortale che ci attanaglia, in una prigione che non ha sbarre, da questo offuscamento dell’essere, da questa parte di noi stessi che andiamo incessantemente a nutrire, forse in parte anche religiosamente negandola. E’ ben risaputo che ciò che tendi ad oscurare, prima o poi cresce, ingrossa, diventa un mostro famelico che ti possiede, puoi dargli la forma e il nome che vuoi, resta il fatto che così è. Basti pensare al duro lavoro dei preti che cercano di sublimare le energie sessuali, per quanto possa essere ritenuto rispettabile l’intento ascetico, purtroppo sappiamo che per i più ciò diventa un meccanismo repressivo di auto-sabotaggio, causato molto probabilmente dalla scarsa conoscenza di se stessi ed in particolare della propria catena degli aspetti, porta alle conseguenze che tutti conosciamo, lasciarsi possedere dagli istinti più bassi, quando si erano cercati e visti solo i più alti, l’adepto rifletta su ciò, vedere solo il bene causa il male prima o poi... Positivo crea negativo, Yang crea Yin, bianco crea nero. Solo il più puro dei puri potrebbe agire in quel senso, poiché ormai è fuori dai vincoli delle polarità, è libero di scegliere.

A questo punto potremmo sentire la necessità di fare qualcosa, e per fare qualcosa di duraturo, deve essere qualcosa di veramente sentito. La nostra volontà inferiore siamo noi, ma può considerarsi un mezzo, un macchina, il guidatore è l’osservatore distaccato, solo allora, solo essendo consapevoli di ciò, forse allora potremmo iniziare ad avere un minimo di controllo, uscire dalla guida automatica e tornare al volante determinati verso una meta.

Chi ha volutamente smesso di fumare, almeno abitudinariamente, sa di cosa sto parlando. Si parte da queste piccole cose per poi arrivare a quelle più grandi, strano a crederci ma è così, il cammino è metodico, non puoi credere di poter tanto, di fare grandi progetti, sino a che non sei riuscito neanche a controllare le dipendenze più basse che ti controllano e abusano di te; come al solito, non perdiamo di vista noi stessi, sennò non facciamo altro che gonfiare l’Ego come un palloncino che alla fine scoppia. Quindi il percorso tende sempre a rapportarti al presente, al qui e ora, ad un lavoro che devi fare ora e non rimandare, devi sbloccare le tue emozioni, dare spazio all’inespresso, alla creatività, come credi di sbirciare oltre il velo di Maya finchè desideri?  ­Spesso infatti si parla di uscire dall’illusione di Maya, mentre io mi domando adesso se ci siamo mai entrati. Se esiste avrà uno scopo anche Maya, ma noi fermi, come statue, passivi e ricettivi al peggio, sempre più vicini alla piante, a differenza che quando ci muoviamo facciamo sempre danni…

Il desiderio non è, secondo me, assolutamente peccaminoso, non rappresenta né il male comunemente inteso, così come un ostacolo vero e proprio. Non cadiamo nella religione o nel misticismo ortodosso, sennò non andiamo avanti, teniamo a mente che ogni cosa è “quasi - reale”, ogni via è buona purchè sentita; il desiderio è la via, ovunque tu vada ti raggiungerà, deve essere sfogato, liberato, solo quando sarai svuotato e non necessiterai di ciò allora sarai libero; ma non sognare prima del tempo, dai forma al tuo desiderio, se è ciò che la tua natura necessita. Detto questo, penso che bisognerebbe, malgrado la nostra attuale natura ed esperienza umana, attenerci, se vogliamo e cerchiamo veramente un salto di qualità, nel desiderare cose utili. Chi ha iniziato un percorso del genere dovrebbe bandire l’inutilità e il percorso a ritroso, mai guardarsi indietro! Se esiste un vero peccato, non nel senso religioso del termine, questo è l’ignoranza spirituale. Penso che un grande lavoro psicologico-spirituale di questo tipo, lo possiamo trovare, in forma abbastanza nitida, nell’induismo o nello gnosticismo. Ecco che, nel passato storico, potremmo andare a pescare qualcosa che ci è utile, per muoverci ora, rendendo i nostri passi sempre più consapevoli.

Non fraintendetemi, l’autoanalisi arriva sempre al momento dovuto, anzi, andrebbe per regola fatta ogni sera prima addormentarsi, proprio per capire quante volte siamo stati noi ad agire, oppure quanto abbiamo dato sfogo a quella parte che credevamo essere noi stessi, ma che invece altro non era che un aspetto o automatismo, peraltro antagonista e distruttivo. Il passato serve come tavolozza dei colori da cui abbiamo attinto informazioni ed esperienza, ma l’identificarsi nel passato è nocivo per la propria crescita.

Molto probabilmente dovremmo pensare che ciò che è, è ciò che noi abbiamo desiderato, ciò che abbiamo voluto, anche il gioco di Maya acquisisce un altro significato in questo senso, diventa il gioco dei Maghi, ovvero di persone responsabili e consapevoli, che essendo giunte al nocciolo di se stessi, sperimentano le realtà nella realtà in tutta pienezza, a proprio piacimento, non più succubi delle polarità, avendo così acquisito quella capacità che è libertà di scelta.

 

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