2. Che cos'è l'“anima”?

Da un certo punto di vista possiamo metterla cosi’: l'anima è stata conglobata e imprigionata in un universo materiale. E’ impreciso perche’ di fatto si tratta di una scelta primordiale che ha un suo preciso scopo, comunque la finalità è quella, senza distruggere il piano materiale, senza escludere l'aspetto sottile, di arrivare a liberare l'aspetto spirituale in modo che esso si sovrapponga perfettamente alla forma e al piano sottile.

 

Abbiamo sempre sostenuto che l'anima è un principio eterno. Esisteva prima, esiste adesso, esisterà dopo. È un puntino che può essere colorato attraverso tutti quei personaggi che abbiamo interpretato nelle nostre esistenze. Si tratta di un principio puro sul quale possono essere incise o meno delle storie differenti; è sempre, comunque, un nastro.

 

Se un individuo non ha usato i propri talenti, quando finisce sul piano sottile certamente non procede a livello evolutivo. Se immaginiamo di passare attraverso un setaccio, chi è rimasto molto spesso avrà delle scorie grosse che non passano, quindi, perderà delle parti di sé, chi è sufficientemente raffinato passerà in maniera completa. Anche se ci troviamo su un piano sottile siamo ancora collegati concettualmente alla nostra realtà materiale, all'idea "virtuale" del piano materiale.

 

L'anima, quell'aspetto spirituale che noi vogliamo liberare è sorretta, se vogliamo continuare l'esempio precedente, da una gamba materiale e da una gamba sottile che portano il fulcro rappresentato dall'anima attraverso il piano materiale e sottile.

 

Non è detto che tutto questo avvenga tramite la consapevolezza, la quale è già un prodotto di complessità. Ricordo che la vita non è necessariamente l'elemento più complesso. Attraverso il piano sottile possiamo far funzionare in maniera diversa anche le diverse leggi del piano materiale.

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