3. Qual è il ruolo spirituale delle divinità, al
di la’ di un approccio meramente devozionale o
religioso?
Le divinità non sono tanto forze del mondo
spirituale, ma, piuttosto, sono strumenti per avvicinarsi
o per allontanarsi dal mondo spirituale. In alcuni casi
molte di queste forze sono state usate malamente, come è
successo per le divinità fuori controllo, forze maggiori
messe al servizio di alcuni uomini, non certamente
dall'Uomo. Le forze divine dovrebbero aiutare a liberare
da ciascuno di noi l'aspetto spirituale, in modo da
allineare così, le diverse parti che ci compongono ed
entrare, così, effettivamente nel concetto di
spirituale.
Quando siamo dentro alla divinità allora siamo
sul piano spirituale: per poter realizzare questa
condizione occorrerà utilizzare il rituale. Per
avvicinarci al piano spirituale dobbiamo usare tutta la
forza di cui siamo capaci; finché adoperiamo soltanto dei
pezzetti è impossibile avvicinarsi al piano spirituale.
Al massimo transitiamo sul piano sottile in cui
incontriamo una realtà a cui diamo il nome di spirituale
ma che ancora fa parte dell'illusione. E il piano
materiale e quello immateriale appartengono entrambi al
mondo di illusione.
Infatti quando muore un individuo molto legato
al piano materiale cercherà di continuare a vivere in
quella realtà, rimanendo imprigionato dentro se stesso.
Crede di andare lontano, mentre gira sempre e soltanto
attorno al proprio stesso fulcro: non va mai da nessuna
parte pur disperdendo un 'immensa quantità di energia che
poteva aver precedentemente accumulato.
Allora, per spiegare le leggi a cui obbedisce il
piano spirituale proviamo ad usare ancora un'altra
immagine che purtroppo è ancora relativa alle
forme.
Immaginiamo che, nel momento nel quale si muore,
esista dell'energia collegata a quella particella
rappresentata dall'anima di ciascuno di
noi.
Quando l'anima si stacca dal corpo, supera il
piano sottile creando un'orbita che è data dall'energia
che può avere accumulato durante la
vita.
Questa energia può essere riconosciuta nell'uso
dei propri talenti, nella pesatura della parte sottile.
In questo modo è come se si accendesse un razzo che
imprime a questa parte spirituale una certa quale orbita,
la quale, se abbiamo usato sufficientemente i talenti, se
abbiamo raffinato sufficientemente il carburante del
quale siamo composti, ci porterà molto lontano rispetto
al fulcro materiale e immateriale del quale facciamo
parte.
Se riuscissimo a usare in maniera completa tutte
le potenzialità legate a quest'energia quest'orbita
riuscirebbe a strapparci dal fulcro materiale-immateriale
e ci permetterebbe di entrare finalmente nel piano
assoluto, nel piano spirituale.
Poiché, normalmente, non si raggiunge la
velocità di fuga, il rapporto peso-energia è tale per
cui, anche se si compie una bella parabola, poi si
tornerà comunque nuovamente sul piano materiale, anche se
con potenzialità maggiori relativamente ai
talenti.
Possiamo, a tal proposito, immaginare che
un'orbita più alta riesca a raccogliere un numero più
grande di talenti mentre un'orbita più bassa ne raccolga
di meno.
Il rituale è il carburante, oppure lo studio
delle orbite, per cosi’ dire...
Una persona che muore compirà un tragitto
maggiore o minore in proporzione al tipo di carburante
che adopera, il quale può essere arricchito o meno dal
rapporto con forze diferse. L'iniziazione permette di
conservare ed aumentare il carburante.
Quindi, il vivere in un determinato modo, il
fare delle scelte che vogliamo essere spirituali, ci
porta ad avvicinarci a questo concetto di spirituale in
quanto l'obiettivo è quello di raggiungere lo
spirituale.
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