FASE 2

Dalla “caduta” alla ricreazione della razza umana sulla Terra

(12 mln – 200.000 anni fa)


Nelle galassie e nei mondi del nostro piano di esistenza, e cosí sul nostro pianeta Terra, avviene su scala molto più grande ciò che la storia umana ripete ricorsivamente, ovvero lotte di potere, colonizzazioni, esplorazioni,  guerre, nascita  e declino di civiltà.

In questa fase, da parte delle razze extra-terrestri di cui parleremo, e che maggiormente interagirono con il nostro pianeta, le linee sincroniche non erano conosciute o, per lo meno, non si conosceva la tecnologia per il loro utilizzo né si conoscevano le possibilitá di viaggio nel tempo. Per spostarsi si usavano “porte dimensionali” e cunicoli spazio-temporali naturali i quali si aprivano e chiudevano seguendo determinati ritmi ed allineamenti astronomici.

L’attenzione verso il pianeta Terra si intensifica a partire da circa 2 milioni di anni fa in quanto é posizionato strategicamente in una zona di confine tra due importanti Imperi Galattici e, pur essendo ai margini dell galassia, coincide con importanti “porte” di accesso verso vari punti importanti di collegamento e transito da e per diversi Imperi (si sta parlando di questa Galassia, ovvero la Via Lattea). Si scoprirá piú tardi l’importanza della Terra in quanto non solo pianeta ricco di vita diversificata e di risorse, ma anche ricco di linee sincroniche e punti di accesso a strade stellari intergalattiche e Forze superiori (Graal): saranno questi i motivi che porteranno alla fondazione di Atlantide.

In questa fase non si puó ancora parlare di veri e propri esseri umani autoctoni: si formeranno quindi popoli e civiltá di vario tipo e livello attraverso insediamenti extra-terrestri.

Infatti, dal punto di vista della storia meramente terrestre, siamo nell’Era Quaternaria, durante la quale avremo 4 glaciazioni. Siamo nella fase di transizione tra l’Australopiteco – diffuso in Africa – e l’Homo Abilis, quindi siamo ancora nella fase dei primati piú che degli ominidi. Siamo nel Paleolitico quando, circa 1 milione di anni fa, si diffonde in Europa l’Homo Erectus che caccia, si sposta e scopre il fuoco.

Ma torniamo agli insediamenti extra-terrestri, che, per ora, poco interagiscono con gli ominidi autoctoni. Questi insediamenti hanno dapprima lo scopo di determinare “zone di influenza”, quindi non hanno ulteriori scopi di sviluppo coloniale. Si sviluppano quindi insediamenti commerciali o militari di pochi milioni di unitá.

Nel tempo prende piede un’ulteriore tendenza: quella di deportare sul pianeta schiavi, prigionieri, banditi che comunque potevano determinare una zona di influenza demografica, ma che venivano lasciati (anche a scopo sperimentale, per verificarne il livello di sopravvivenza, di adattamento e di trasformazione genetica) piuttosto isolati dalla madre-patria e dotati di un relativamente basso livello di tecnologia, la quale doveva essere quindi ricreata in loco. Si trattava di individui appartenenti a diverse razze e culture. Venivano deportati con navi spaziali, usando il sistema delle “porte”. Queste “porte”, una volta chiuse, si riaprivano seguendo ritmi spesso anche molto lenti, come minimo di 2.000 anni circa.

La lotta per affermare le varie zone di influenza porta a guerre, scontri, alleanze, le razze si mescolano, alcune scompaiono, le varie civiltá si spostano e migrano alla ricerca di risorse. A questo si aggiungano catastrofi naturali di vario genere. Alla riapertura delle “porte” lo scenario é mutato e si presenta molto vario e frizzante, ricco di diversitá. Due sono le zone piú ricche e stabili.

Vi sono nuovi arrivi e nuovi scontri. Si definiscono varie colonie e si delineano vari scenari politici, militari e commerciali. Le porte restano aperte per pochi decenni alla volta. Abbiamo anche una fase di grandi epidemie durante le quali per quattro quinti la popolazione terrestre si estingue.

Vi sono poi luoghi e tempi circoscritti ove giungono sul pianeta gruppi in viaggio nel tempo. Questi restano strategicamente isolati, sono razze diverse e tendono a colonizzare zone precise e circoscritte. Ovviamente la loro é una storia parallela a tutto quello di cui stiamo parlando e la loro presenza, a volte, genera alcuni paradossi archeologici. In particolare abbiamo la formazione di alcune basi temporali atlantidee e quindi, cronologicamente, la prima manifestazione di Horus.

C’é un momento in cui si verificano gravi crisi scismatiche interne agli Imperi Galattici, per cui le colonie, anche quelle terrestri, vengono tralasciate per consolidare gli Imperi Centrali. Durante questo periodo, sul pianeta Terra si intensifica un fenomeno particolare: quello della pirateria.

Per qusto motivo le colonie terrestri tendono a fuggire il contatto con i nuovi arrivi e cercano di difendere la loro autonomia. La ricchezza di risorse é notevole, anche se non accompagnata da un livello tecnologico paragonabile a quello dei sistemi centrali.

Si formano vari gruppi isolati, poco significativi sia sul piano storico che su quello politico galattico. Abbiamo anche lunghi periodi di chiusura dei passaggi e si perde addirittura la memoria delle origini e l’idea della vita extra-terrestre!

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