2 Teoria cospirazionista
Domanda
Dopo aver letto l’intervista a Fr. Sup. OMM
- e dopo aver sentito e visto il materiale fornito nel
sito, mi riferisco alle interviste al Prof. Malanga ed al
video sul Governo Ombra -, vorrei chiedere di fare
chiarezza sulla questione delle teorie cospirazioniste,
secondo le quali – stando alle ultime ardite ipotesi di
David Icke - extraterrestri rettiliani/draconiani
mutaforma costituirebbero o, per lo meno, supporterebbero
e guiderebbero, quella oscura elite globale che governa
il nostro mondo e che ci rende man mano inermi,
inconsapevoli e schiavi.
Come possiamo conciliare in uno scenario
coerente le varie prospettive?
Risposta di Fr. Sup.
OMM:
Ti ringrazio per questa domanda, dato che, tra
l’altro, ci permette di fare chiarezza sulla nostra
posizione in merito alle teorie da te accennate,oggi
molto di moda e che fanno tanto scalpore e tanto
odience.
Nella mia intervista, dopo un breve excursus
storico, ho dato risalto alla prospettiva spirituale,
esoterica e magica, parlando di archetipi dell’inconscio
collettivo e spostando l’attenzione sulle nostre
dimensioni interiori più che extraterrestri.
Per fare un po’ di ordine tra le varie
interpretazioni, conclusioni (e strafalcioni) che
troviamo su internet, cerchiamo di conservare una visione
magica e multidimensionale, e casomai antropologica,
dell’universo e della coscienza, prima di parlare di
rettiliani che invadono la Terra e si cammuffano
(olograficamente!) da George Bush.
Nella tua domanda parli di uno “scenario
coerente”, per cui, per prima cosa, non dobbiamo
mischiare i piani tra loro, altrimenti non avremo nulla
di coerente: cause ed effetti non condivideranno la
medesima dimensione. Da questo nasce
la confusione e l’ambiguità di fenomeni incomprensibili
fondamentalmente perchè equivocati o interpretati,
considerati solo nella loro percezione parziale e
manifestazione ultima apparente.
Prima di tutto non dobbiamo confondere i culti
draconiani con la faccenda dei rettiliani e le
cospirazioni.
Nel glossario pubblicato sul nostro sito trovi
infatti che:
Per
culto draconiano si intende il
culto del serpente di fuoco (rappresentato
astronomicamente dalla costellazione del Drago,
Draco in latino) celebrato nell'Egitto
pre-monumentale, che riprende e consolida tradizioni
magiche africane ancora più antiche che si perdono nella
notte dei tempi.
Il culto draconiano può anche essere
identificato con la "tradizione
tifoniana".
Viene comunque
anche definito "corrente ofidiana", quando non
è associato al periodo egizio,
Vi sono molte relazioni tra il culto
draconiano/ofidiano e le correnti tantriche legate al
cosiddetto Sentiero della Mano Sinistra (Vama
Marg) ed al culto della dea
Kali.
È una definizione certamente sintetica e
semplificata, ma che ci permette di capire che
tradizionalmente possiamo individuare due aspetti del
“serpente”: da una parte una forza generatrice e
creativa, dall’altra una potenza tanto dirompente che, se
fuori controllo, ci domina e ci distrugge. Parliamo di
energia sessuale, di istinto, di forza vitale e naturale
grezza, “base dell’opera”, energia dunque da guidare e da
raffinare, ovvero da spiritualizzare. Questo Dio Occulto,
o Kundalini, da risvegliare dentro di noi, che può essere
Dio oppure Bestia, Sobek amico di Horus, oppure
Aphopis, terribile nemico dell’Uomo.
Sono entrambi rettili (l’istinto primordiale) e quindi
riferiti alla costellazione del Draco, che, ai tempi dei
miti in questione, era la stella
polare.
La Grande Piramide si orienta sui due poli:
Orione e Alpha Draconis, i due aspetti della natura
umana.
Il Drago che dunque rappresenta l’istinto da
dominare o dal quale essere dominati rappresenta
l’indispensabile occasione evolutiva, ma anche la
tentazione, il giogo degli istinti.
E, guarda caso, i moderni rettiliani – quelli
cattivi, capi dei Grigi e delle gerarchie economiche e
politiche mondiali – dovrebbero arrivare proprio da Alpha
Draconis, da dove giunsero, ai tempi dei Sumeri, per
fondare la loro stirpe, cioè la cosiddetta “Fratellenza
di Babilonia”, che forse altro non è che una fantasiosa
reinterpretazione dell’antico culto di Shaitan, che ben
si presta per dare uno sfondo satanico (tutto fa brodo)
alla faccenda. La stirpe rettiliana, attraverso le trame
degli immancabili Illuminati, ci
condurrebbe ai reali d’Inghilterra, imparentati con i
Rockefeller, i Rothshild, i Bush, ... poi ci mettiamo un
pò di Priorato di Sion, un cucchiaino di Area 51, un
pizzico di Opus Dei, un paio di giornalisti mutaforma su
YouTube e il minestrone è servito!
Certo, complotti e cospirazioni fanno parte
della storia da sempre, a tutti i livelli e su tutti i
piani, e non posso certo negare che una grande
cospirazione esiste, tuttavia cerchiamo di non scadere in
assurdità (e nel business del sensazionalismo) e di
leggere questi giochi di potere anche da un altro punto
di vista, più a monte, diciamo attraverso una prospettiva
più, consentitemelo,...”endoterica”.
Il nostro universo è una manifestazione
possibile dell’Essere, una proiezione olografica (termine
oggi tanto di moda) basata su archetipi, ovvero
idee/matrice primeve. Dagli archetipi si manifestano le
leggi, i piani di esistenza , le dimensioni e il mondo
che conosciamo. L’evoluzione della Coscienza va,
idealmente, di pari passo con l’evoluzione della Vita.
Sul nostro piano i rettili (di cui conserviamo “memoria”
nel nostro cervello appunto “rettile”, quello più legato
agli istinti reattivi) rappresentano una fase primitiva e
la linea evolutiva che non abbiamo
seguito (per questo forse ci
impressionano?) ma dalla quale siamo ovviamente passati.
Quello è l’aspetto fisico e “spirituale” primitivo, che
costituisce la base della nostra energia vitale, creativa
e distruttiva.
L’evoluzione si gioca sull’equilibrio dinamico
di queste due polarità, contenute entrambe nella nostra
natura e nella nostra anima.
Forse i “rettiliani” non sono altro che una
proiezione della parte inferiore del nostro “ego” che
cerca di sopravvivere, di sopraffarci,
e diventano sempre più “veri” quanto
più insistiamo a nutrirli e a proiettarli fuori di noi,
ma che sono forse meno “extra” e più “intra” di quanto
immaginiamo.
Nutriamo quindi l’ologramma di “archetipi
derivati” (e spesso deviati) e la nostra realtà prende le
forme delle nostre suggestioni, paure, incubi, delle
nostre lotte intime, che proiettiamo in simboli che
diventano vivi e reali, nei miti antichi come in quelli
moderni, e i nostri fantasmi, che prima erano orchi e
demoni, diventano solidi dischi volanti e lucertoloni
pervertiti.
Noi siamo, che ne siamo consapevoli o meno,
co-creatori di una realtà consensuale che trae nutrimento
dagli archetipi dell’inconscio collettivo. In pratica,
proiettiamo ciò che abbiamo all’interno. E cosa abbiamo
all’interno? Come nutriamo, come educhiamo, come guidiamo
ciò che abbiamo all’interno? Questo è il
problema.
E i due poli sono sempre lì, bene e male, i
rettiliani come i pleiadiani di luce, tutti parassiti che
cercano di sopravvivere, tutti lì a nutrirsi delle nostre
illusioni... ma quando cresceremo? Quando matureremo una
più elevata visione della realtà e di noi stessi? Quando
sapremo condurci verso la nostra reale natura superiore,
al di là del bene e del male?
Forse allora smetteremo di vedere diavoli che
impossessano e madonne che piangono, alieni che devono
venirci a salvare oppure che ci rapiscono, ci violentano,
si cibano di noi, e dirigono le sorti del nostro
mondo.
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