5. Ma allora come mai, durante il viaggio astrale, vediamo le cose del nostro mondo?

Semplicemente perché, all’inizio delle nostre esperienze, la nostra mente tende ad escludere le percezioni che non è abituata a classificare per ricondurle ai sensi che abitualmente usiamo.

E’ un limite che dovremo oltrepassare, ma è anche un punto di partenza, un riferimento necessario durante le nostre prime uscite consapevoli, senza il quale resteremmo accecati, immobili, disorientati.

All’inizio saremo soli, nel senso che entreremo in una “frequenza” corrispondente unicamente alla nostra energia personale.

Successivamente incominceremo a vedere gli altri, cominciando a notare le loro auree per poi “vedere” i loro corpi. Anche il nostro stesso corpo fisico sarà difficilmente visibile all’inizio dei nostri esercizi, perché la mente difficilmente accetta un’immagine del genere.

Poi potremo cominciare ad incontrare le prime entità oppure altri che, più o meno consapevolmente, stanno viaggiando in astrale: in pratica allarghiamo la nostra “banda percettiva” e iniziamo ad interagire con le energie e gli abitatori più semplici del piano astrale.

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