Sull’Anima

di Brando Impallomeni


Pochi riescono a comprendere i movimenti dell’Anima, che spesso giungono a noi come paure inspiegabili.

In questa società, come molti possono notare, prevale il filtro della Ragione.  Abbiamo capito che, il controllo funziona pressappoco così, è la schiavitù che noi scegliamo, l’incoscienza.

Infatti si può dire che esiste un Dio illusorio, Il Dio delle masse, che tende al controllo, come la “white light” dei moderni channeler, un sistema studiato ad hoc che si nutre dell’incoscienza e dell’omologazione. (i “pendoli” del Transurfing di Zeland), dall’altra parte si può dire che esiste un Dio vero, identificabile con la coscienza unitaria (interna-esterna).

Spesso il linguaggio dell’anima (che tutto sa) viene filtrato dalla ragione in modo erroneo, o viene generalmente respinto.

Sta a noi SINTONIZZARCI, ACCORDARCI al flusso o corrente, alla “volontà vera” (possiamo definirlo anche Destino, ma non starò qui a dilungarmi su questo argomento complesso).

 Se crediamo che nessuno è mai venuto a dirci cosa c’è nell’Aldilà, così sarà. Ecco perché è importante primariamente capire l’Aldiqua.

Puoi anche affidarti ad entità esterne, nessuno lo vieta, così sarà, ma è un modo come tanti per sfuggire al proprio senso di responsabilità, come incolpare il diavoletto di turno alla prima sfortuna, quando poi il diavoletto non è altro che il proprio cervello diviso in due emisferi.

Esiste fortuna e sfortuna,  è chiaro che tutti cerchiamo la prima, ma esiste anche la seconda, non rimane che accettare i proprio limiti umani.

E’ necessario agire in conformità della propria volontà interiore, della propria orbita o flusso, dare spazio all’Anima. Avremo molti guardiani o arconti contrari al nostro operato, che cercheranno di riportarci al matrix di sempre, e qui subentra la via endoterica, per non ascoltare questi predatori e rapportarsi con se stessi, potersi sentire effettivamente “NIENT’ALTRO CHE SE STESSI”.

Il compito è arduo, poiché il segreto diventa insinuazione per controllori e controllati, basti banalmente pensare ai roghi e agli odierni psicofarmaci per zittire i movimenti dell’Anima, che sempre sa dove andare, verso una realtà più vera, più felice, anche se ciò rimane occultato, invisibile in apparenza.

Ebbene abbiamo dei limiti, ma se siamo uomini probabilmente dobbiamo riflettere su un nostro compito, quello di rendere tutto più umano, convertire la selezione della specie e il trionfo del più forte sul più debole in Amore Eterno e Fratellanza, questa è evoluzione, dobbiamo infrangere le leggi della natura, o meglio allacciarsi al proprio Sé è accordarsi alle “vere” leggi della natura e di quel Dio che è coscienza, questa è Fortuna.

La coscienza è sentire di essere, Io, qui e ora, questo è il duro lavoro spirituale che pochi vedono.

Ci stacchiamo gradualmente dal velo di Maya, dai condizionamenti esterni, per poi specchiarci.

Non bisogna presuntuosamente credersi  superiori o umilmente inferiori, sono tutte false identificazioni, piuttosto è importante comprendere la messa di Bes, in Egitto il Dio nano della musica e della trasformazione.

La ragione, quando collabora con l’Anima, suggerisce simboli arcani, è il linguaggio dei Misteri, da sempre esistito e da sempre occultato, che possiamo generalmente definire inconscio collettivo.

Questi archetipi non sono solo disegni o sculture, ma intuizioni sacre dell’Altrove.

Sono in salita, cammino da ore, sto sudando, sto puzzando, sto mutando.

La vita dell’uomo è MUTAMENTO, danziamo e suoniamo per bandire ogni paura, non resta altro da fare se non adeguarci, accettare questo flusso, l’essere che è andare.
 

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